Filastrocca del Nemico

Dov’e il nemico che temo
nello sconcerto per ciò che amo?

Nella scia di un aeroplano?
Nell’industria di quel grano?

Forse è Chimica dei composti.
O Natura di conciliati opposti?

Passa il tempo
e, mentre leggo
quel giornale,
l’impressione
primordiale
sembra sola
tramutare.

L’Occidente imperialista
o l’Oriente altrettantista?

Israele ed i fascisti
o l’Islam dei terroristi?

Gl’immigrati furbacchioni
o i buonisti fessacchioni?

Medicina e Farmacia,
i ciarlatani e la Magia.
La stupidità al potere,
l’ignoranza nel sapere.
Una Chiesa a pagamento
per paura del tormento.

In un buon bicchier di vino
o nell’erba del vicino.
Nel raccolto concimato
all’altoforno incontrollato.
Dal formaggio senza pere
alla carne sul bracere.

Ovunque sia il tuo nemico,
guarda meglio, caro amico.
A filastrocca io ti dico
che la Luna non è il dito.
Che il tuo grande, gran nemico
è in ciò che pensi grande amico.

È il tuo senno addormentato,
il tuo occhio ormai viziato.
È la semplificazione.
La mancanza di attenzione.
È il volere a tutti i costi
degli oggetti contrapposti.

Per la Luna che risplende
molla il dito istupidito!
Sei tu stesso il gran nemico

e il destino
da Te pure,
oramai,
dipende.

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