Su certi libri universitari

Se dobbiamo scrivere un libro ma abbiamo poco o nulla da dire, possiamo fare come certi professori universitari: scriviamo quelle poche idee nella maniera più contorta e complicata possibile. Dieci pagine per dire quello che si può dire in una frase.

Visto che il libro lo compreranno gli studenti (perché gli tocca) non c’è il rischio che ammuffisca sugli scaffali delle librerie. E poi gli studenti con poche armi cadono facilmente nel tranello. Se dopo averlo studiato si sentono vuoti come prima, pensano che il problema sarà il loro, che forse non hanno capito qualcosa della eccellente erudizione del professore…

E il gioco continua, la lingua si contorce e con essa la società, celando il segreto del Potere: persuadere che si è, in qualche modo, superiori agli altri.

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