Lettera del fratello Positivo alla sorella Negativa

Cara sorella,

ho preso l’iniziativa di scriverti un paio di riflessioni (notoriamente sono quasi sempre io quello che prende l’iniziativa) dopo aver notato tanto spesso quel tuo atteggiamento che ha destato la mia curiosità. Sto parlando della tua passività e della tendenza a rinchiuderti in quel mondo fatto di “sicurezze” – come ti piace chiamarle – e abitudini confortevoli.
A rigor di logica, il mondo che guardi tu non è poi così diverso da quello che vedo io, anzi, direi che è esattamente lo stesso! In buona sostanza la differenza tra noi due risiede nei nostri occhi e in ciò che viene dopo. Ti faccio qualche esempio partendo dai fatti concreti della vita, giusto per capirci…

Ognuno di noi ha desideri, progetti, ambizioni.
Tu aspetti che le cose si facciano da sole – come un miracolo – o che qualcun altro le faccia per te.
Io so che per ottenerle devo metterci sempre il mio sano impegno personale e sperare che gli eventi indipendenti dalla mia volontà non mi siano ostili.

Nel realizzare noi stessi si presentano inevitabilmente delle difficoltà.
Tu fai di quelle difficoltà un motivo in più per arretrare e confermare a te stessa che non ce la potevi fare, che non serviva a nulla impegnarsi.
Io metto il mio pensiero e le mie energie nella ricerca attiva di una soluzione. E sai una cosa? Quasi sempre le difficoltà le supero e divento più abile, più forte. Se non accade, divento più forte lo stesso: ho imparato a lasciar andare qualcosa.

Esistono persone e condizionamenti che remano contro la nostra realizzazione.
Tu ti lasci condizionare, rendendoti complice.
Io mi rendo incondizionabile: quei problemi non sono miei. Le forze ostili le ignoro. Se non posso ignorarle, le diminuisco. Se non posso diminuirle, cambio strada.

Esiste solo il presente, qui e ora.
Tu lo passi a pensare “se avessi… se fosse… quando sarà… se avrò…” e intanto la vita passa.
Io so che passato e futuro sono echi nella mia mente, compagni di viaggio che non meritano troppa importanza.

Prima o poi perderemo le cose che abbiamo, comprese le persone care, o loro perderanno noi.
Tu cadi nello sconforto e pensi che per questo non valga la pena di fare nulla.
Io, proprio in virtù di questo, non mi attacco alle cose e vivo sereno: il possesso è un’illusione. Ho voglia di sorridere di più, essere più gentile con le persone e godermi ogni attimo in loro compagnia, magari divertendomi.

Insomma, tu dici “questo mi ferma”, io dico “nonostante questo, non mi fermo”. Nonostante, una delle più belle parole del vocabolario!

Bene, me ne torno a giocare…
Un abbraccio dal tuo caro fratello

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