Ritrovata

Altro non chiedevo
che un barlume di ricordo,
un volto che tornasse
dal buio alla luce
per chiarire,
la tristezza scomparire.

Saltavo in tondo
come satellite,
gli occhi verso le stelle
la nuca a celare
l’origine immobile
dell’inquieto vagare.

Dove sei ora?
Perché non ti sveli?
Le domande sincere
non sono servite a vedere
nè la dimora,
nè il vero potere.

Ma il sogno è rapido,
la parola impotente:
arriva immediato
dal cuore al cercante,
svela col fiato
il senso latente.

Così ti ho ritrovata,
nel brivido forte
del passato infelice.
Il volto ancora non vedo
ma il senso è luce brillante
come antica fenice.

Ritrovata lì,
dove sei sempre rimasta.
Non più parole dunque,
non più suoni cercherò,
ma una fragile emozione
che più di ogni altra cosa,

adesso, mi basta.

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