Mens sana in Mentana

Sempre lucido il pensiero,
quando ludico, quando serio,
materia sottile smonta e rimonta:
fatti opinioni discerne confronta.

Sempre attento al suo linguaggio
vispo segugio d’antico lignaggio
sia notiziario, sia maratona
l’errore punisce. Ma spesso perdona.

Della rete non teme l’onta,
sicuro di petto la vede l’affronta.
Imbecille è l’utente che la metà basta?
Son pronte faville: lo punta e lo blasta.

Dell’Enrico, il noto Mentana,
possiamo dir: “meritata fama”!
La mente è materia, vuole l’incudine!
Se il colpo è dolore, il resto,

è gratitudine.
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Il dolore dell’amico

Il dolore di un amico
è pane condiviso.
Respiro comune
d’aria condita,
comune atmosfera
d’umori vestita.

Dell’amico il dolore
è pietra pesante
divisa su schiene
di spalle vicine.
Masso che preme
ma non deprime.

Alleata è la fiducia
che supporta la pazienza
di un amico che divide
del suo peso la presenza.

Si ravviva la speranza
dentro i cuori inariditi
se sincera, l’amicizia,
i tormenti fa sopiti.

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Le prime volte

Scavano solchi
nel marmo
e scorre
il fluido
della meraviglia.

Essenza di vita,
stupore,
incanto.

Colore mai visto
che i sapori rinnova.

Dà tinta agli odori
di affreschi dipinti
su volte
di case annoiate.

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Storie di ordinario razzismo

Doveva avere sui 20, massimo 25 anni. Vestito in modo povero ma dignitoso. Entrando nel bar per chiedere l’elemosina, il barista gli da un benvenuto eloquente: “oggi è festa, non si lavora”.

Devo dire che non ho simpatia per l’elemosina: se sei un ragazzo giovane e nel pieno delle forze, faresti meglio a trovare un modo per renderti utile.
Una signora, che evidentemente la pensa come me, gli dice “soldi non te ne do, se vuoi ti offro la colazione”. Lui accetta e ordina un latte macchiato. Io mi offro di pagare il croissant.

Il barista lo serve con insofferenza mentre io e la signora finiamo il nostro caffè scambiando due parole. È nigeriano. Dice “Niggiria… lontano”.

Chiede un bicchiere d’acqua al barista. “Non fredda, per piacere”.
“No. Te la do fredda, così ti rinfreschi il cervello”.
Non dico nulla al barista: sarebbe inutile. Solo un sorriso di conforto al ragazzo.

Noi paghiamo e andiamo via, mentre lui rimane solo a consumare la colazione al bancone. Poco dopo lo vedo uscire: finirà il suo croissant passeggiando sul marciapiede. A che serve stare lì dove non si è accolti?

Chissà se il ricordo di due persone amiche basti a sopportare il peso di un’altra che ti fa sentire sbagliato.

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Calcolo Combinatorio

Quello che io…

…so e non so.
…credo di sapere e non sapere.

…so che gli altri sanno e non sanno.
…credo che gli altri sappiano e non sappiano.

…so che gli altri credono di sapere e non sapere.
…credo che gli altri credano di sapere e non sapere.

Quello che gli altri…

…sanno e non sanno.
…credono di sapere e non sapere.

…sanno che io so e non so.
…credono che io sappia e non sappia.

…sanno che io creda di sapere e non sapere.
…credono che io creda di sapere e non sapere.

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L’ombra del velivolo

L'ombra del velivolo

Quando viene il distacco ti senti accolto nel cielo tra le braccia del vento.

L’ombra, da terra, è fedele e paziente.
Ricama sui prati e sui boschi la trama di un inseguimento.

Poi il ricongiungimento.

Hai saltato tra i mondi ma torni da lei, che ti tocca come madre e come padre, come fratello e sorella, come nonna e nonno. Come compagna premurosa. Come padrona dei tuoi passi. Come regina che esercita un diritto.

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L’Amore apre le porte della Realtà

A prima vista il componimento si manifesta con un errore formale evidente, che verrebbe gravemente sanzionato dalla maggioranza degli studiosi contemporanei. Ma in questa dissertazione intendiamo svelare il suo vero significato, celato dietro una licenza poetica sui generis.
Il primo verso principia con il verbo essere coniugato alla seconda persona singolare, tempo presente: “sei”. Il tempo presente non è dettato dal caso ma dall’acuta intelligenza del Genio. Il presente come unico momento in cui si manifesta la Realtà, non come il passato che non è più (il poeta avrebbe potuto usare “eri”), né come il futuro che è di là da venire (avrebbe usato il “sarai”).
L’Essere, in questo caso, è probabilmente una donna di cui l’autore è presumibilmente innamorato. Ma nelle parole seguenti si svela poi la Verità dell’esperienza: lei non è una creatura esterna ma una “cosa”, un oggetto della propria rappresentazione mentale. Ed è “la più bella”. Non solo: è la più bella che lui “abbia mai esistito”.
Qui interviene l’illuminazione ai massimi livelli dello scibile umano. In queste parole si annida e concentra il sunto sublime del senso che il Poeta vuole trasmettere: sono stato IO a crearti. Il “che io abbia”, magistralmente condensato in “che abbia”, esprime l’elevata consapevolezza della mente dell’autore, che ha ormai sciolto il velo delle apparenze, trascendendo il mondo per come noi comuni mortali lo vediamo.
Sono IO che do esistenza alle cose. E TU sei una parte di questa esistenza.
In somma: i versi del Poeta vogliono dissimulare al grande pubblico, con un astuto artificio grammaticale, una delle verità più inaccessibili alla maggior parte degli esseri umani: noi siamo partecipatori della realtà che viviamo, non semplici osservatori.
Chiude il componimento la dichiarazione d’amore più semplice di tutte: “ti amo”. Il mistero, qui, rimane celato anche all’osservatore più attento: non è dato sapere, infatti, se il sentimento è rivolto verso la persona dalla quale tutto è partito o verso l’intelligenza del Poeta, con cui egli stesso ha potuto scoprire il mistero del mondo.
E con cui il Poeta, non più Uomo ma ormai creatura simile al Divino amore, è diventato un’unica cosa.
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Monotòno

Vorrei funzionare,
sempre positivo,
a mo’ d’esponenziale.

Venire dal nulla e
all’infinito salire
veloce a piacere.

Mutare di continuo ed essere,
in rapporto a me stesso,
io stesso il mio mutamento.
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Quando Ronzino ebbe la Xylella Dolorosa

Oronzo, per gli amici detto Ronzino “te subbra allu calvariu”, era un simpatico contadino leccese. Non si era mai mosso dalla sua amata terra, se non in tarda età, per fare visita ai suoi cugini emigrati in America.
Da quel viaggio tornò pieno di storie da raccontare ai compaesani, tutte storie felici e ricche di emozioni. Tranne una. Durante un’escursione con i cugini era stato punto da una zanzara californiana e da allora iniziò ad accusare strani dolori sul braccio destro.Le prime visite mediche furono inconcludenti, finché il primario del reparto di malattie infettive non riuscì a diagnosticare il male. Una diagnosi infausta: Ronzino era stato punto da una comunissima zanzara californiana, ma questa lo aveva contagiato con un batterio sconosciuto in Italia: il batterio della Xylella Dolorosa.Niente cure, niente possibilità di guarire. La Scienza tutta era quasi impotente. I californiani infatti avevano imparato a convivere con questo  batterio, non riuscendo a vincerlo nel corso dei secoli. Avevano imparato ad evitare il più possibile le punture di zanzara grazie ad efficaci contromisure studiate a tavolino. Ma non era californiano, il nostro povero Ronzino: lui in California ci era andato senza troppa cognizione di causa.
Il dolore al braccio di Ronzino divenne ogni giorno più forte. Sul suo avambraccio una piccola macchia gialla iniziò a propagarsi intorno alla puntura. Sempre più larga. Sempre più scura. Tra lo sconforto di parenti ed amici, Ronzino studiava e consultava medici, ma ogni sforzo si rivelava del tutto vano. Si rivolse quindi al popolo di Internet sperando di trovare qualcuno con la soluzione, ma così facendo il suo caso divenne di interesse prima locale e poi nazionale ed internazionale. Tutto il mondo ora aveva preso a cuore la faccenda e voleva salvare Ronzino. Tutti, anche la signora Maria del piano di sotto voleva salvare Ronzino e si era affezionata al caso. Non era solita comprare da lui  nemmeno  la verdura, perché preferiva quella importata che trovava al supermercato, e con lui non scambiava nemmeno un caffè di tanto in tanto. Ma la storia della malattia l’aveva così tanto emozionata che Ronzino, da anonimo vicino di casa, era diventato il centro dei suoi pensieri e delle sue tribolazioni. Come la signora Maria, frotte di attivisti ora vedevano in Ronzino un caso da salvare ed amare.
I medici esperti non potevano che ripetere quanto la Scienza concedeva loro di sapere:

Non sappiamo cosa fare, non esiste una cura. Possiamo solo provare a rallentare la diffusione dell’infezione con dei farmaci, oppure fare un tentativo estremo e amputargli il braccio, nella speranza di salvare il resto del corpo. Ma questo funzionerà solo se l’infezione non si è ancora estesa a tutto il resto.

Ma il popolo di Ronzino, a queste parole, rimaneva scioccato e sbalordito. Qualcuno veniva colto da una rabbia irrefrenabile e gridava:

I medici vogliono uccidere Ronzino! Dobbiamo salvarlo!

Di bocca in bocca, di tastiera in tastiera, di piazza in piazza e di campagna in campagna: tutti vedevano in Ronzino un martire vittima della cattiveria e spregiudicatezza degli scienziati. Più l’infezione avanzava, più il grido di dolore del povero Ronzino si faceva atroce, e più l’attivismo del popolo assumeva toni incattiviti e feroci.

Gli esperti e chi li sostiene sono dei mafiosi collusi con i cugini americani di Ronzino, che lo vogliono morto e hanno corrotto gli scienziati!Hanno persino ammesso di non conoscere la cura, perciò non c’è motivo per martoriare Ronzino in questo modo, sono dei nemici!

E via ad indagini, mobilitazioni politiche e popolari, boicottaggi nell’ospedale, trasmissioni televisive… Il mondo in fiamme si divise tra chi supportava gli scienziati e chi gridava addirittura al complotto.

Questa malattia non esiste! Ronzino non è mai stato punto dalla zanzara e non è mai andato in America… A morte i cugini che raccontano frottole! E morte agli esperti!!!

Potete capire la fine che fece il povero Ronzino: dolorante nel letto d’ospedale, con l’infezione oramai dappertutto, spirò due mesi dopo l’inizio dell’epopea mentre il popolo continuava a dimenarsi per fermare medici ed infermieri.

Di tutta questa faccenda, sul povero Ronzino ci guadagnò solo la ditta delle Pompe Funebri e qualche sciacallo di turno. L’unica nota positiva fu che molti riscoprirono l’amore per la sua campagna coltivata, tesoro inestimabile di sane prelibatezze.

Post Scriptum
Ogni riferimento a persone è puramente casuale mentre ai fatti è puramente voluto.

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Sull’assurda pretesa di vivere

I più intelligenti hanno notato che il 100% delle persone che vivono, poi muore. Dunque la vita è considerata la prima causa di morte.

Visto che mi leggete, siete vivi (complimenti!) e dunque toccherà anche a voi (ma non a me!).

Per una buona parte siete spacciati per il vostro DNA: potrebbero venirvi malattie genetiche simili a quelle dei vostri parenti. Preparatevi.
E se non arriveranno, ci penserà l’invecchiamento a farvi fuori. Preparatevi.

Di ciò che è in vostro potere, vi sono dei comportamenti che possono ridurre il rischio. I più importanti sono:

  • non prendere nessun mezzo di trasporto (nemmeno bici o ascensori) e non andare mai vicino a strade, marciapiedi, scale e posti frequentati da altri esseri umani;
  • non fare nessun lavoro a rischio (quasi tutti);
  • mangiare poco e fare esercizio fisico quotidiano;
  • non fare conoscenza con diverse migliaia di batteri e virus patogeni;
  • non entrare mai in contatto con queste sostanze, cancerogene senza ombra di dubbio scientifico:la luce del sole, le radiazioni ionizzanti, il radon che viene fuori dal suolo, la polvere del legno, il tabacco, l’alcool, l’inquinamento atmosferico, la carne insaccata, il nikel, il cadmio, il berillio, il ferro, l’acciaio, i carburanti, l’amianto e altre centinaia di altre sostanze, come ad esempio la formaldeide, che è presente in pere, mele, cavoli, spinaci, pomodori e carote.

Per un’altra buona parte, qualsiasi cosa farete, siete spacciati lo stesso: potrebbe accadervi un imprevisto da un momento all’altro.

Buona vita a tutti!

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Dialogo intrapsichico del paranoico complottista

Gli illuminati del gruppo bilderberg giudaico-massonico-rettiliano mi controllano la mente e indeboliscono il mio corpo iniettandomi virus per via aerea sparati con le scie chimiche da aerei civili modificati in ambito militare con le stesse tecnologie israeliane che hanno inventato per costruire gli ulivi OGM per soppiantare quelli salentini affetti dalla xylella mandata sempre via aeroplano dopo essere stata sintetizzata in laboratorio modificando geneticamente un batterio della vite californiana arrivato in costa d’avoro per mezzo delle piante ornamentali in collaborazione con quelli della TAP che devono costruire il gasdotto per distruggere l’economia con il gas che serve al nord-europa dove le multinazionali di BigPharma costruiscono i vaccini che ci iniettano con la complicità del governo corrotto per farci ammalare e vendere cure costosissime che fanno loro con l’intento di non curarci ma di mantenerci malati cronici che usano treni superveloci imposti dalle mafie che vogliono costruire la TAV e il Ponte sullo stretto per aumentare il fatturato mentre le nostre aziende falliscono e le loro dominano il mercato generando schiavitù e controllando acqua cibo e telecomunicazioni per mezzo di onde elettromagnetiche nocive che con i ripetitori emettono radiazioni ionizzanti come quelle dei reattori nucleari che fanno ammalare in tutto il mondo le persone che vivono nelle zone circostanti e producono scorie che poi vengono messe nel sottosuolo insieme agli altri rifiuti che produciamo che con l’incenerimento e le discariche inquinano ancora l’aria e il suolo così moriamo ancora prima perché non possono pagarci la pensione e vogliono che schiattiamo dopo aver lavorato tutta la vita per costruire cose che non ci servono e armi e fare guerre in giro per il mondo per dividere e imperare sui popoli che sono sommersi dagli immigrati clandestini e criminali impuniti che rubano nelle nostre case e commettono reati senza che la polizia li possa arrestare e poi la polizia è messa contro il popolo che si ribella perché non ce la fa più a pagare le tasse e a giocare ai giochi d’azzardo spinta dalla pubblicità che sono un metodo per impoverirci legalmente e spingere i giovani a scappare all’estero per sopravvivere da questo deserto economico voluto dalle multinazionali avide e spietate con le risorse umane e quelle della terra che quando si finiranno saremo tutti costretti a morire di fame senza acqua nè cibo nè aria pulita in un pianeta surriscaldato per le emissioni dei gas serra delle centrali a carbone che inquinano e acidificano il suolo e il mare con le industrie chimiche al soldo dei poteri forti senza controlli ambientali perché corrompono i governi che non sono democratici perché il popolo ha solo l’illusione di governare visto che i mass media controllano le opinioni e condizionano con messaggi subliminali spegnendo il pensiero critico e la libertà individuale. RIBELLIAMOCI!!!!!!!!

Quant’è sottile il confine tra la ragione e la follia…

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L’arachide assassina

Si stima che il numero di persone morte ogni anno per aver mangiato arachidi sia di 27 milioni!

Le arachidi, essendo prodotte negli stati asiatici e nordafricani, sono coltivate con concimi e pesticidi considerati nocivi. Questi pesticidi si accumulano nel corpo e arrivano a dosi critiche capaci di portare il sistema nervoso in stato di shock biochimico.

I ricercatori hanno scoperto per caso il nesso tra arachidi e morti per shock, osservando che, nel giro di pochi giorni, in un reparto di ortopedia erano morte 6 persone nella stessa stanza.
La moglie di un degente aveva portato al marito un sacchetto di arachidi prodotte in Israele (acquistate al mercato di Porta Nuova a Torino) e il degente le aveva poi offerte ai suoi compagni di stanza.

Tutto ciò vi è tenuto nascosto dalle lobbies dei produttori di arachidi, che fanno di tutto per non farvi giungere queste notizie. Perciò se possibile evitatele, o mangiate solo quelle prodotte in Italia, visto che sono soggette a controlli più rigorosi! E ai bambini ASSOLUTAMENTE NIENTE ARACHIDI!!1!1!!!

Certo, mi sono inventato tutto, era giusto per farvi notare che chiunque può scrivere la qualunque su internet. Non date retta.

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La lobby

Le lobbies che costruiscono cinture di sicurezza ed airbag ci hanno fatto credere che sono necessari, ma non lo sono. Ormai è risaputo che hanno corrotto le industrie dell’auto e i governi per imporre l’obbligo di installarli su tutte le automobili! Questo è il solito gioco a favore delle multinazionali per arricchirsi alle spalle dei cittadini.

Le statistiche mostrano che le cinture di sicurezza e gli airbag non servono a nulla. Gli incidenti avvengono lo stesso, sia alle macchine che ce li hanno, sia a quelle che non li hanno. E le assicurazioni pagano lo stesso le vittime di incidente, anche se la macchina aveva l’airbag e le cinture!

Torniamo tutti alle belle macchine dei nostri nonni, sane e naturali, senza cinture, senza airbag. Quello si che era guidare! Quelle sì che erano macchine sicure e confortevoli!

Spero che questo breve delirio ironico illustri bene la condizione mentale in cui si trovano gli anti-vaccinisti di oggi.

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Morandi Educandi

Simpatico, il Gianni
sorride alle foto.
Sospeso nel vuoto
racconta i suoi anni.

Il Divo è devoto
ai post giornalieri:
piaceri e doveri
racconta in remoto.

E sfoggia pensieri,
in ogni livrea,
l’immensa platea
virtuale da ieri.

La politica, la cefalea,
i bigné con la panna,
acclama o condanna!
…a mò di marea.

Qualcuno che osanna
il genio ch’é dietro
alla foto di Pietro,
o forse di Anna.

Come palla di vetro
il Divo poi para
la sfida corsara
di un pènsiero tetro.

E la fan, un po’ amara,
al suo divo l’amore
con tutto l’ardore
sincera dichiara.

E un altro, con calore:
“Maestro, che faccio?”
Racconta il fattaccio
accaduto da ore.

Il suo accidentaccio
il Morandi conforta:
ciliegin sulla torta
ecco un abbraccio!

E lì,
brillante, la normalità
si nasconde al velo
dell’evidente celebrità.

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Il bicchiere d’acqua

“Bicchiere d’acqua 20 cent” recita il cartello in un bar.

Una signora chiede un bicchiere d’acqua e tira fuori 20 cent ma la barista, repentina:
“Signora, che fai? Potrei mai farti pagare l’acqua?”

“Ma c’è il cartello…”

“Quello è solo un deterrente per chi ne approfitta senza avere davvero sete.”

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Nei colori del Paradiso

Volare
è un privilegio.

Vivere nel Salento
è un privilegio.

Vedere un bel tramonto
in un cielo
pennellato di nuvole
è un privilegio.

Ma volare nel Salento
durante un bel tramonto
in un cielo
pennellato di nuvole,
non è un privilegio.

È il Paradiso.

Link al video: Nei colori del Paradiso

Riserva Naturale delle Cesine
4 Ottobre 2015
Music: “Memories” by Bensound

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Imago Aylan

Perdonaci la mancanza,
perdonaci l’impotenza.
Abbiamo mani fragili
e tu, ancor più fragile,
non lo sai.

Non lo sai ancora,
e mai lo saprai.
Della terra immobile
siamo le ombre
scure, i porti chiusi.

Perdona l’invasione,
perdona la violenza.
L’infanzia grida
un terrore
che non merita.

Sapevi già
cos’è il perdono,
anima piccola?
Non dovrei chiederlo,
non spetta a te!

Il nostro abbraccio
è mancato,
la protezione è fallita.
Siamo i pessimi custodi
della pura,
infinita,
tenerezza.

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Fenomenologia della seconda infanzia

Gli dici “non fare A”… fa A.
Gli dici “non fare B”… fa B.
Gli dici “fai A”… fa B.
Gli dici “fai B”… fa A.

Per fargli fare A, gli dici “fai B”… intuisce e fa B.

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Junk World

Una zia australiana, che non sapevo di avere, è venuta a mancare e mi ha lasciato una grossa eredità. Il notaio mi ha scritto per spiegarmi come ottenerla. Devo solo aprire un conto in banca da quelle parti e pagare le tasse di successione. I soldi mi saranno versati subito dopo.

Purtroppo pare che il conto che ho su PayPal non basti, ma comunque non potrei usarlo perché quelli di PayPal mi hanno appena scritto che è stato sospeso per motivi di sicurezza e devo seguire una procedura per riattivarlo. Pure con PostePay l’altro giorno, stessa cosa. E anche con UniCredit, eppure non ho un conto UniCredit.
Forse me lo hanno aperto sulla fiducia?

Il sig. Cheng dalla Cina mi propone un affare: ha diversi milioni di euro da investire subito e vuole entrare in società con me, dovrei mettere solo 5.000 euro. Ci devo pensare, sembra un’opportunità da cogliere al volo. Investe in energie rinnovabili e mercati emergenti.
Poi Jerry dall’America mi parla di un corso per diventare un grande manager e guadagnare 1.000 euro ogni ora con pochi clic. Ora ci provo, così evito di fare quel prestito di 30.000 euro a tassi bassissimi con la finanziaria svizzera che mi ha scritto stamattina. Anzi, prima di muovermi, consulto quella maga che può predire il futuro con soli 100 euro. Già che mi trovo, con altri 50 mi dice anche come starò in salute.

Da un mese, ogni giorno, mi scrive Katarina dalla Russia. Si sente sola e vuole vedermi. Oltre a lei hanno cercato compagnia Katy dalla Moldavia e Anna dalla Bulgaria. Pure Emely dalla Bielorussia ha bisogno di me per una tazza di te. Le piaccioni gli uomini equilibrati e affidabili ed io, modestamente, lo sono.
Con tutte queste proposte sarà difficile decidersi.

Coincidenza: un signore dalla Romania mi propone una pomata portentosa per allungare il pene e farmaci contro l’impotenza.
Eppure non avevo raccontato a nessuno di questi problemi… come ha fatto a saperlo?

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Quando X non funziona

Oggettivamente, X non funziona.

Esempio Positivo

Tizio: ho visto che X non funziona.
Caio e Sempronio: è vero. Vediamo perché. Vediamo cosa si può fare. Facciamolo.

Esempio Negativo

Tizio: ho visto che X non funziona.
Caio: non mi pare, lo dici tu!
Sempronio: guarda che a casa tua non funziona Y.

In casi negativi, urge efficace psicoterapia…

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Hit the bottom to see the light

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Il futuro è luminoso

Oggi trovi pensatori, con il loro seguito di sostenitori, che vedono il futuro come un luogo nefasto. Cambiamenti climatici, mancanza di cibo e acqua, malattia… temono l’indigenza globale e vogliono avvertire l’umanità del fatto che tra poco moriremo tutti, o che vivremo malissimo.

In certi casi, pensatori e sostenitori (anche persone apparentemente colte) sono succubi della loro negatività, di cui non si rendono conto o che hanno conosciuto solo in parte. Continuano a proiettare fuori di loro stessi l’ombra grigia di un antico malessere mai veramente superato. Costruiscono teorie apparentemente “scientifiche” a supporto della loro visione, non accorgendosi di avere pensieri annebbiati da emozioni negative. Bastano 10 minuti per smontare le loro teorie pezzo per pezzo, tenendo conto di tutti i fattori e soprattutto delle possibilità tecnologiche esistenti.
In altri casi, si tratta di venditori con una strategia. Vogliono vendere il loro prodotto e screditano i prodotti degli altri.

Basterebbe vedere che nel corso della storia questi personaggi ci sono sempre stati per capire che si tratta di un fatto antropologico. Ci saranno sempre.
Il brutto di questa faccenda è che alcuni, non avendo conoscenze per argomentare, finiscono per credere alle loro prospettive nefaste.
Vivono in una continua paura del futuro e limitano la loro vita nel presente, intrappolando le loro energie.

Non c’è nessun motivo valido per preoccuparsi davvero del futuro. L’umanità sta affrontando le prossime sfide (come lotta allo spreco e produzione di energia pulita) e le tecnologie sono già pronte, bisognerà solo aspettare che maturino industrialmente. Sono già pronte.

E soprattutto: c’è una tale abbondanza di energia pulita da fare impressione! Con l’energia pulita si può fare tutto, sostenibilmente, senza inquinare, e ce n’é gratis dappertutto, in quantità enormemente superiori a quello di cui abbiamo bisogno.
In una sola giornata arriva tanta di quella energia dal Sole, sulla Terra, che basterebbe all’umanità per 100 anni, soddisfacendo le necessità di tutti.
Ogni essere umano può avere una vita comoda e serena, anche se fossimo 20 miliardi. Già oggi produciamo cibo per 12 miliardi di persone e ne sprechiamo quasi metà.

Questo messaggio lo scrivo soprattutto per i giovani miei coetanei, che vedo spesso intrappolati in un insieme di pensieri che gli impediscono di realizzarsi.
Smettetela di preoccuparvi del futuro e tornate ad avere fiducia. Lasciamo la negatività alle persone negative, anche se non se ne accorgono.

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Sarcasmo

Non lo vedi che è sottile?
Vesto un velo, è uno stile!
“Chi vola vale, chi non vola è un vile”
Non puoi infilare il mare in un barile…

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Odio moderno

Hai ragione caro fratello,
se detesti il moderno.
Era più sano, era più bello
quando il gasolio scaldava l’inverno.

E l’emozione di cucinare
al gas di una bombola.
E doverla cambiare.

E il cuor mio ti apprezza
per i modi eleganti,
per la fierezza,
i toni inebbrianti
a difender bellezza.

In te si incarna altissimo,
paladino del bene comune,
il rispetto del prossimo
e l’ardire puro, immune.

Che ti si faccia una statua!
Ti si erga a patriota!
Si sappia in tutto il mondo
che in fondo non è vuota
la testa di un idiota.

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Fenomenologia dell’addormentamento

Escludendo l’utilizzo di sostanze, molto in voga nella prima metà del secolo scorso, l’addormentamento del neonato richiede tecniche specifiche a seconda del temperamento e dei gusti della creatura.

In alcuni casi è preferita la lettura di storie. Questa si rivela più efficace se accompagnata dalla visione di libri illustrati. Il dito indice del lettore scorrerà sulle figure, così che il neonato possa seguire visivamente quanto narrato.

Per la maggior parte degli infanti è invece richiesto il cantato di una ninna-nanna con coccole annesse.
Ad una sotto-categoria di quest’ultimi, il cantato dev’essere eseguito in concomitanza con il dondolio tra le braccia. L’abbraccio deve essere contenitivo, avvolgente e rassicurante, e il ritmo del dondolio rallenterà in funzione della profondità del sonno raggiunto.

Spesso è necessario eseguire più volte questa tipologia di addormentamento poiché il neonato, una volta appoggiato nel lettino, è colto da un repentino risveglio lamentoso. La ripresa del dondolio cantato è sufficiente a interrompere il lamento, ma la procedura di addormentamento deve essere ripresa dall’inizio ed eseguita più a lungo della precedente.

I neonati più sensibili dimostrano il caratteristico lamento anche prima di essere posati nel lettino, percependo un cambio di presa da parte dell’addormentatore o un abbassamento della quota di dondolio. Si tratta dei neonati che richiedono più abilità: l’abbassamento va eseguito mantenendo la creatura nella stessa posizione e continuando il dondolio fino all’atterraggio sul lettino (se possibile anche oltre, aiutandosi dal canto). Una volta assicuratisi che il neonato non abbia colto la manovra, si può sfilare dolcemente il braccio, continuando a canticchiare con tono sempre più basso, finché non si è in grado di abbandonare la stanza in sicurezza.

Le tecniche suddette funzionano sempre, a condizione che il neonato abbia una sincera voglia di dormire.

Il neonato che non ha sonno non può essere addormentato.

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Filastrocca del Nemico

Dov’e il nemico che temo
nello sconcerto per ciò che amo?

Nella scia di un aeroplano?
Nell’industria di quel grano?

Forse è Chimica dei composti.
O Natura di conciliati opposti?

Passa il tempo
e, mentre leggo
quel giornale,
l’impressione
primordiale
sembra sola
tramutare.

L’Occidente imperialista
o l’Oriente altrettantista?

Israele ed i fascisti
o l’Islam dei terroristi?

Gl’immigrati furbacchioni
o i buonisti fessacchioni?

Medicina e Farmacia,
i ciarlatani e la Magia.
La stupidità al potere,
l’ignoranza nel sapere.
Una Chiesa a pagamento
per paura del tormento.

In un buon bicchier di vino
o nell’erba del vicino.
Nel raccolto concimato
all’altoforno incontrollato.
Dal formaggio senza pere
alla carne sul bracere.

Ovunque sia il tuo nemico,
guarda meglio, caro amico.
A filastrocca io ti dico
che la Luna non è il dito.
Che il tuo grande, gran nemico
è in ciò che pensi grande amico.

È il tuo senno addormentato,
il tuo occhio ormai viziato.
È la semplificazione.
La mancanza di attenzione.
È il volere a tutti i costi
degli oggetti contrapposti.

Per la Luna che risplende
molla il dito istupidito!
Sei tu stesso il gran nemico

e il destino
da Te pure,
oramai,
dipende.

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Fenomenologia di un 3 in matematica

- Ho preso 3…

- Fantastico!

- Come fantastico?!?

- Mi aspettavo un 2, invece hai preso 3, ed è un successone. Il 50% meglio del previsto. Secondo me è proprio un miracolo!

- Non capisco… :(

- Considera che per preparare questo compito ci siamo visti 2-3 volte in un mese, e ogni volta ti avevo chiesto di fare esercizi a casa. Non ne hai mai fatti: ogni volta che ci vedevamo era passata una settimana senza esercizi.
Forse pensavi che bastasse questo o che io avessi la bacchetta magica…
Insomma: mi aspettavo che prendessi 2 per questo ma, ora che hai preso 3, sono sinceramente stupito! Bravo!!!

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Centro e Circonferenza

Il centro non fa parte della circonferenza.

Il tuo ego è la circonferenza.

Se vuoi raggiungere il centro,
devi ridurre il raggio.

Ma quando lo avrai raggiunto
non sarai più una circonferenza:
sarai il centro stesso.

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Il parcheggiatore abusivo


Non importa il quarto d’ora
speso a vuoto per girare.
Non importa se finora
non mi riesce parcheggiare.

Questi versi (poca cosa)
basteranno a dipanare
tutto l’odio che riposa
nel mio animo animale.

Ma perdonami il sospiro
per quell’alta ingegneria
di una macchina che ammiro
parcheggiata in maldestría.

Sia il richiamo mio bastevole
alla tua disattenzione:
hai una macchina notevole
ma guidata da un coglione.

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Su certi libri universitari

Se dobbiamo scrivere un libro ma abbiamo poco o nulla da dire, possiamo fare come certi professori universitari: scriviamo quelle poche idee nella maniera più contorta e complicata possibile. Dieci pagine per dire quello che si può dire in una frase.

Visto che il libro lo compreranno gli studenti (perché gli tocca) non c’è il rischio che ammuffisca sugli scaffali delle librerie. E poi gli studenti con poche armi cadono facilmente nel tranello. Se dopo averlo studiato si sentono vuoti come prima, pensano che il problema sarà il loro, che forse non hanno capito qualcosa della eccellente erudizione del professore…

E il gioco continua, la lingua si contorce e con essa la società, celando il segreto del Potere: persuadere che si è, in qualche modo, superiori agli altri.

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